IPERAMMORTAMENTO 2026
NOVITÀ E OPPORTUNITÀ DEL DDL BILANCIO
Con il Disegno di Legge di Bilancio 2026, arriva una novità di grande interesse per le imprese italiane, in particolare per il comparto manifatturiero: l’estensione dell’iperammortamento 2026 anche ai beni costruiti in economia. Si tratta di una misura che può rivelarsi molto vantaggiosa per le aziende che producono internamente macchinari o impianti, perché consente di ottenere maggiorazioni fiscali fino al 220% sugli investimenti produttivi, riducendo in modo significativo la pressione fiscale.
Questa opportunità, spesso sottovalutata dalle piccole e medie imprese, permette di valorizzare gli investimenti “fatti in casa”, ossia realizzati direttamente dall’impresa con risorse e competenze proprie. In un contesto in cui l’innovazione tecnologica e la sostenibilità diventano sempre più centrali, poter contare su un incentivo di questo tipo significa non solo risparmiare sulle imposte, ma anche accelerare i processi di crescita e digitalizzazione aziendale.
COME FUNZIONA L’IPERAMMORTAMENTO 2026?
L’iperammortamento è, in sostanza, una maggiorazione del valore fiscale dei beni strumentali, che permette di dedurre un importo superiore rispetto al costo effettivamente sostenuto. In termini pratici, ciò significa che un macchinario acquistato o realizzato internamente può essere “ammortizzato” fiscalmente a un valore più alto, con un effetto positivo sul risparmio d’imposta.
Il DDL Bilancio 2026 stabilisce aliquote differenziate a seconda della tipologia di bene. Per i beni materiali rientranti nell’ambito Industria 4.0, la maggiorazione è del 180%, mentre per i beni immateriali tecnologicamente avanzati arriva al 100%. Altri beni strumentali, invece, beneficiano di un incremento del 50%. Ancora più generose sono le percentuali riservate agli investimenti “verdi”: chi riduce i consumi energetici di almeno il 15% può usufruire di un’aliquota al 220%, mentre per i beni immateriali green è prevista una maggiorazione del 140%, e per quelli dotati di certificazione ambientale del 90%.
Un esempio concreto può aiutare a comprendere meglio la portata di questa agevolazione. Se un’impresa investe 100.000 euro in un centro di lavoro CNC conforme agli standard Industria 4.0, potrà dedurre fiscalmente 180.000 euro anziché 100.000, con un risparmio complessivo che, in cinque anni, può superare i 19.000 euro.
I BENI COSTRUITI IN ECONOMIA: UNA NOVITÀ STRATEGICA
La vera rivoluzione del DDL Bilancio 2026 riguarda però i beni costruiti in economia, cioè quelli realizzati internamente dall’impresa con il proprio personale e le proprie risorse. Secondo il principio contabile OIC 16, un bene può essere considerato “autoprodotto” quando l’azienda esegue direttamente le lavorazioni sostanziali, mantenendo il controllo tecnico e operativo del processo produttivo.
Pensiamo, ad esempio, a una piccola azienda metalmeccanica che decide di costruire internamente un impianto di lavaggio automatico per componenti metallici. In questo caso, tutti i costi direttamente imputabili al progetto – come materiali, personale tecnico, progettazione, energia e collaudi – possono essere capitalizzati. Se l’investimento complessivo ammonta a 230.000 euro, grazie all’iperammortamento al 180% la deduzione fiscale sale a oltre 410.000 euro, con un risparmio fiscale annuo di oltre 5.000 euro per l’intero periodo di ammortamento.
Questo tipo di agevolazione valorizza non solo l’investimento economico, ma anche il know-how interno, premiando le aziende che scelgono di sviluppare tecnologie e soluzioni personalizzate, senza dipendere interamente da fornitori esterni.
DOCUMENTAZIONE E PROCEDURA
Per ottenere il beneficio, è fondamentale predisporre una documentazione tecnica e contabile chiara e dettagliata. Occorre poter dimostrare, ad esempio, la composizione dei costi di costruzione, le ore di lavoro impiegate dal personale tecnico, le specifiche tecniche del bene e la conformità ai requisiti Industria 4.0.
Nel caso di investimenti superiori a 300.000 euro è inoltre richiesta una perizia giurata redatta da un tecnico abilitato, mentre per importi inferiori è sufficiente un’autocertificazione del legale rappresentante.
La procedura prevede poi la verifica dei requisiti di ammissibilità, la creazione di un centro di costo dedicato per monitorare con precisione le spese, la realizzazione del bene secondo gli standard tecnici e normativi e, infine, la registrazione contabile del costo capitalizzato. Una volta completato l’iter, l’investimento dovrà essere indicato nel quadro RS del modello Redditi SC, applicando la relativa maggiorazione fiscale nelle quote di ammortamento annuali.
Le scadenze da tenere a mente sono due: entro il 31 dicembre 2026 il bene deve essere completato e interconnesso ai sistemi aziendali, mentre entro il 30 giugno 2027 può essere effettuata la consegna finale, a condizione che l’ordine e un acconto del 20% siano stati versati entro la fine del 2026.
IPERAMMORTAMENTO O CREDITO D’IMPOSTA 5.0: COSA CONVIENE DI PIÙ?
L’iperammortamento non è l’unico incentivo disponibile. In parallelo, le imprese possono valutare anche il credito d’imposta Transizione 5.0, pensato per favorire gli investimenti in tecnologie digitali e sostenibili.
La scelta tra le due misure dipende molto dal profilo dell’azienda. L’iperammortamento risulta più vantaggioso per chi ha una marginalità elevata e intende ottimizzare il carico fiscale nel medio-lungo periodo. Il credito d’imposta, invece, è ideale per startup o imprese con utili più contenuti, che preferiscono beneficiare di un vantaggio economico immediato.
In alcuni casi è persino possibile combinare le due agevolazioni su investimenti distinti ma collegati all’interno dello stesso progetto, costruendo così una strategia di incentivo su misura.
UN’OCCASIONE DA NON PERDERE PER INNOVARE
L’iperammortamento 2026 rappresenta una leva potente per sostenere la modernizzazione delle imprese italiane. Premia chi investe in tecnologia, efficienza e sostenibilità, offrendo un vantaggio competitivo concreto e duraturo. Per molte aziende, in particolare le PMI, questa può essere l’occasione per fare un salto di qualità, trasformando la propria capacità produttiva in un valore fiscale tangibile.
Affidarsi a una consulenza specializzata consente di valutare con precisione la convenienza dell’iperammortamento rispetto ad altri incentivi e di pianificare al meglio gli investimenti futuri.
In un contesto economico che spinge verso l’innovazione e la transizione digitale, ogni impresa ha l’opportunità di costruire il proprio futuro sfruttando le agevolazioni messe a disposizione dallo Stato. E con l’iperammortamento 2026, investire oggi significa guadagnare domani.
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